Tonno in scatola, fa male?

Pratico, veloce e sfizioso, conosciamo meglio proprietà e controindicazioni del tonno in scatola.

Con l’arrivo della bella stagione inizia anche la voglia di piatti freddi e soprattutto di insalatone pratiche, fresche e veloci… E come non pensare ad una bella insalata mista con il tonno in scatola?!?!

Mi viene chiesto spesso se il tonno in scatola fa male, quanto bisogna consumarne e soprattutto quale e come scegliere. Scopriamolo insieme!

Ovviamente, come per tutti gli alimenti, sarebbe da preferire quello fresco, ma questo non vuol dire che quello conservato faccia male, basta scegliere quello giusto, di buona qualità, e non farne un uso quotidiano!
In realtà i nutrienti sono paragonabili a quelli del pesce fresco
ottima fonte di proteine nobili (circa 25 grammi per 100 grammi)
ricco di iodio (importante per il funzionamento della tiroide)
fosforo selenio e potassio
grassi Omega 3.

Ma quale scegliere?
Innanzitutto esistono due grandi sottotipi di tonno in scatola: al naturale e sott’olio.
Se da una parte quello al naturale è più leggero, al tempo stesso presenta una percentuale piuttosto elevata di sale (serve come conservante al posto dell’ olio) e il sale aumenta la ritenzione idrica, può favorire l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa, aumenta rischio di tumore allo stomaco e di osteoporosi e, nelle persone predisposte, può portare a malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni.

Io consiglio sempre di optare per quello sott’olio, ovviamente extra vergine d’oliva, ben scolato e abbinato ad un bel piatto di insalata o a dei cereali come couscous, bulgur o quinoa e verdure.

Altra accortezza che dobbiamo avere al momento dell’acquisto è di scegliere il tonno nel vasetto di vetro e non in latta, poiché mantiene meglio le proprietà nutritive del pesce e non contiene sostanze nocive. Inoltre, nei vasetti di vetro possiamo osservare direttamente il colore e la qualità del tonno: la carne del tonno deve essere chiara, rosata completamente ricoperta dall’olio che deve essere limpido e non torbido.

Non dimentichiamoci infine di leggere etichetta anche del tonno in scatola, ponendo attenzione a questi principali aspetti:

  • prediligere pesce del mar mediterraneo
  • privo di conservanti e coloranti
  • privo di glutammato, indicato anche con E621.
  • gli unici ingredienti presenti dovrebbero essere tonno, olio e.v.o. e sale

Il consumo di tonno in scatola è consigliato non più di 1 volta a settimana e sconsigliato a chi soffre di allergia alla carne di questo pesce.
A titolo precauzionale alle donne in gravidanza si consiglia di non consumare più di due porzioni di tonno in scatola da 50 gr a settimana .

Essendo un predatore, il tonno ha buone possibilità di contenere mercurio per cui è bene non esagerare con il suo consumo.
L’Efsa (European Food Safety Authority) ha stabilito la soglia di sicurezza o dose settimanale tollerabile (TWI) per il metilmercurio di circa 1,3 µg/kg.
Quindi per avere un’intossicazione da metilmercurio dovremmo mangiare in una settimana 1 kg di tonno fresco, inoltre consideriamo che i tonni utilizzati per prodotti in scatola sono più giovani e di più piccola taglia e quindi presentano minori livelli di inquinanti.